Scuola: che fare?



Questa la domanda da cui è nata in me l'esigenza di cimentarmi in un Progetto di Mediazione Scolastica nell'ambito di un più ampio programma di Educazione Civica denominato

CHE FARE? ORIENTAMENTI DI VITA FAMILIARE

Tale domanda mi era stata sollecitata dapprima nel corso dei miei studi di giurisprudenza dalla lettura del testo

"Le formule magiche della scienza giuridica"
(Rudolf Wietholter, 1975, Laterza ediz.)

e successivamente mi si è rivelata in tutta la sua verità (e crudezza) durante l'esercizio della professione forense di avvocato matrimonialista là dove vedevo spesso le persone:
-    confidare, per poi restarne disilluse, in un costruttivo intervento di Autorità nelle proprie problematiche relazioni familiari;
-    delegare poco responsabilmente ad altri la decisione e la soluzione di questioni squisitamente personali.

Nel 1998 nasceva così il sopra citato Progetto del quale la pubblicazione di poco precedente (1996) "Cosa ne è della famiglia? Oltre il diritto verso scelte consapevoli" che trovate nel suo testo completo in INTERPRETARE I CAMBIAMENTI, costituisce la fase ideativa.

In questo testo dedicato ai giovani indicavo loro il percorso dell'istituzione familiare dal Codice Napoleonico ai giorni nostri, e sollecitavo loro una serie di interrogativi e di stimoli di cui alla galleria che segue con il proposito di stimolarne:
-    la consapevolezza in ordine alle proprie scelte;
-    la responsabilità in ordine all'assolvimento degli impegni assunti;
-    il rispetto reciproco delle altrui diversità ed opinioni.

Grande è stata per me la soddisfazione di riconoscermi in analoga scelta di Educazione alla Legalità successivamente operata dal magistrato Gherardo Colombo che allo stesso modo ha ritenuto di preferire a quello giudiziario l'impegno promozionale ed educativo ritenendo che (opinione da me pienamente condivisa!).

"la giustizia si realizza fuori dalle aule giudiziarie"

attraverso un processo essenzialmente educativo e pedagogico, prima e più che sanzionatorio, coercitivo o punitivo.

Al riguardo, per chi volesse approfondirne le modalità, richiamo tra gli altri il testo

"Sei stato tu? La costituzione attraverso le domande dei bambini"
(Gherardo Colombo e Anna Sarfatti, 2009, Salani ediz.) e

"Chiama il diritto, risponde il dovere"
(Anna Sarfatti, 2013, Feltrinelli ediz.)"

Per quanto mi riguarda, qui di seguito, senza la pretesa di risultare esaustiva, ma a scopo puramente esemplificativo, propongo:

A)

la relazione illustrativa del Progetto.

B)

n. 4 gallerie rispettivamente contenenti:

B.1)

gli stimoli principali proposti ai ragazzi;

B.2)

alcuni disegni realizzati dagli stessi sul tema del conflitto;

B.3)

i fotogrammi riassuntivi la trama del film "Sedotta e abbandonata" di Pietro Germi costituente una delle modalità operative da me adottate onde sollecitare la riflessione sulla sfasatura tra Forma e Sostanza nella vita di relazione (cardine della mia trasformazione professionale, come espresso in HOME);

B.4)

alcune immagini della mostra "Il conflitto e noi: idee e riflessioni. La parola ai ragazzi" svoltasi dall'8 al 17 novembre 2001 presso l'Istituto Niccolò Tartaglia di Brescia.

C)

l'articolo pubblicato sul Bresciaoggi del 15 ottobre 1997;

D)

la registrazione di un mio intervento del 16 maggio 2005 presso l’emittente bresciana Punto TV con una classe del liceo psicopedagogico "Veronica Gambara" partecipante al progetto "CHE FARE?".

Molto potrei dire sugli esiti del presente Progetto, ma non mi pare questa la sede.

Limitandomi alla considerazione che la generazione giovanile mi è parsa molto interessata e coinvolta nel recepire ed elaborare gli stimoli proposti analizzandoli criticamente aldilà di posizioni pregiudiziali, opero qui la scelta di lasciare al navigatore il trarne le proprie impressioni e riflessioni.


A titolo puramente esemplificativo dell'acutezza dei ragazzi nel cogliere il senso e la portata delle riflessioni loro proposte, mi piace segnalare il disegno qui a fianco con cui un alunno di seconda media dell'istituto Marconi ha illustrato la favola "I Saggi e l'elefante" che potete trovare nella galleria B.1) tra gli stimoli proposti ai ragazzi.






A) Scarica la relazione illustrativa del progetto di mediazione scolastica realizzato in alcuni istituti di istruzione primaria e secondaria della Provincia di BresciaA)  Scarica la relazione illustrativa del progetto di mediazione scolastica realizzato in alcuni istituti di istruzione primaria e secondaria della Provincia di Brescia



B.1)  Gli stimoli principali proposti ai ragazzi.










B.2)  Le macchie. Alcuni dei disegni realizzati dai ragazzi sul tema del conflitto.




B.3)  Sedotta e abbandonata (di Pietro Germi).


Scarica il questionario ed il lavoro assegnati agli studentiScarica il questionario ed il lavoro assegnati agli studenti








B.4)  Alcune immagini della mostra "Il conflitto e noi: idee e riflessioni. La parola ai ragazzi" svoltasi dall'8 al 17 novembre 2001 presso l'Istituto Niccolò Tartaglia di Brescia.




Scarica l'articolo pubblicato sul Bresciaoggi del 15 ottobre 1997C)  Scarica l'articolo pubblicato sul Bresciaoggi del 15 ottobre 1997


D)  Qui di seguito è possibile visionare, registrato presso l’emittente bresciana Punto TV, l’intervento del 16 maggio 2005 di una classe dell’Istituto Psicopedagogico "Veronica Gambara" di Brescia partecipante al progetto (due parti).

                          

Qui a fianco trovate trascritto il testo della sigla del programma, di cui è autore Angelo Branduardi, che con il suo  Qui a fianco trovate trascritto il testo della sigla del programma, di cui è autore Angelo Branduardi, che con il suo

SI PUO' FARE

risponde al nostro

CHE FARE ?



Concludo proponendovi, qui a fianco, lo splendido articolo del prof. Stefano Bolla (che non ho il piacere di conoscere personalmente ma di cui condivido pienamente lo spirito) pubblicato sul Giornale di Brescia del 9 giugno 2015, dal titolo

"IL LAVORO STUPENDO D'ACCOMPAGNARE I RAGAZZI ALLA VITA"




La vita può essere capita solo all'indietro. Ma va vissuta in avanti. (Kierkegaard)